Arcimboldo

04 settembre 2006

Formaggini misteriosi...

Questo fine settimana e' venuto a trovarmi mio fratello. Tra le bellezze del luogo, gli ho mostrato quello che qua chiamano
amichevolmente "formaggino", e che appare in tutto e per tutto
come uno ziggurat appollaiato in cima ad un alto promontorio, tale per
cui da quasi ogni punto del golfo non si possa evitare di scorgerlo.

Sono stato quindi trascinato a vedere questa imponente costruzione di
cemento, terminata verso la fine degli anni sessanta, e ne sono
rimasto veramente colpito. Presto spero di potervi fare un resoconto
più dettagliato; per ora riporto giusto alcuni degli elementi che mi
hanno maggiormente perplesso.



La struttura


La struttura è assimilabile ad un tronco di piramide. In effetti si
tratta sostanzialmente di un trapezioide, con elementi aggiuntivi
(decorativi?). La figura geometrica che si ripete in continuazione e
sulla quale è evidentemente stato costruito è il triangolo, ma mentre
il triangolo è figura sacra (rappresenta la trinità, ma rappresenta
anche la piramide, in cui il popolo è la base mentre la cima è Dio),
il trapezio ricorda una piramide tronca, che è spesso assimilata alla
simbologia satanista, dal momento che rappresenta una piramide senza
la cima (quindi senza Dio).



Le croci rovesciate

La cosa più preoccupante è che dentro la struttura abbiamo contato
esattamente sette croci rovesciare. Se è un errore l'architetto
dovrebbe essere come minimo denunciato per danni morali...



Lo stemma di Star Trek


Proprio all'entrata del santuario si trova, inciso nel cemento, uno
stemma sostanzialmente triangolare. Presto inserirò una foto, ma per
adesso, non avendo una macchina digitale né uno scanner, dovete fidarvi
sulla parola.

Lo stemma ricorda vagamente una "svastica triangolare" (questa è stata
la mia prima impressione), ma la sua forma è tale da ricordare più da
vicino lo stemma di una casa farmaceutica o, se vi piace il genere,
quello della compagnia dei mercanti spaziali.



A presto per foto ed aggiornamenti.

31 agosto 2006

Tempo immagini pensieri e parole

Non abbiamo mai abbastanza tempo per pensare. A volte leggo una frase in qualche modo evocativa: una finestra verso un altro mondo, e vorrei restare immobile a contemplarla, a seguire almeno con lo sguardo la via che mi è indicata. Come è scritto nell'I Ching,
Il Mestro disse: La scrittura non può rendere compiutamente le parole. Le parole non possono rendere compiutamente i pensieri.
e ancora:
Ciò che fa apparire una volta l'oscuro e una volta il chiaro è il Senso.
[...]
L'uomo buono lo scopre e lo chiama buono. Il saggio lo scopre e lo chiama saggio. Il popolo ne fa uso giorno per giorno e non ne sa nulla; poiché il Senso dell'uomo nobile è raro.
Sono parole arcane, di una cultura antica, ma sono parole che contengono saggezza; e anche se al giorno d'oggi nessuno parla più di saggezza, né tanto meno la ricerca, io voglio lasciare aperto questo pertugio.

Chissà che qualcuno non abbia il tempo e la voglia di affacciarsi...

30 agosto 2006

Rivoluzione seduta

12/8/2006, pomeriggio.

Sabato, Agosto, eppure sembra autunno. Piove e fa freddo, eppure il
cielo è così appropriato che non so dispiacermi. Forse la tristezza
dentro di me si rispecchia nelle acque plumbee di questo canale, così
il dentro ed il fuori si corrispondono, e nessun contrasto turba
questa armonia. Eppure non voglio crogiolarmi in questo umor nero. Non
è la pioggia il mio elemento.

La gente cammina avanti e indietro. Non si ferma che quando ha
raggiunto la sua destinazione. E anche quando si ferma a metà strada
in realtà è perché ha trovato una destinazione intermedia.

Nessuno si ferma così, in un posto qualunque, solo per chiedersi "Dove
sono?" o, come meglio sarebbe, "Dove veramente sto andando?"

Ho voglia di fermarli tutti, di metterli a sedere. Una rivoluzione
seduta. Gridare "FERMATEVI! Ma non vedete che non state andando da
nessuna parte? Là o qua è sempre lo stesso!" ma mi prenderebbero per
matto, ed io, in tutta sincerità, non saprei dargli torto.

Come si può convincere qualcuno di non essere matto? Uno che gridi
"SONO NORMALE! Non sono pazzo!" si sta già accusando di esserlo: solo
chi lo è ha bisogno di gridare la sua sanità mentale: per gli altri
dovrebbe essere già chiara la verità.

E allora potremmo prendere tutta questa gente che cammina, e
dichiararla pazza. Tutta. In blocco. Sessantamilioni di pazzi
italiani. Forse, a quel punto, quando tutto ciò che una persona
"normale" è costretta dalla società a fare ed essere sarà scomparso,
forse, liberi da altre preoccupazioni e con il seme del dubbio della
propria follia, forse a quel punto si siederebbero sul serio, e
comincerebbero a pensare, o anche solo contemplare se stessi, ciò che
li circonda, chi gli sta accanto, e quella che una volta era la loro
destinazione.

Storia poco seria di uno scrittore, un lettore ed un computer

Ho sempre avuto la passione per la scrittura, come tanti italiani, in
effetti. Comincio con questo post una (spero) lunga e piacevole
carrellata su quanto in gioventù abbia scritto e lasciato in un
cassetto. Il breve divertissement che segue è stato scritto ai
tempi del liceo.




L'autore è indeciso su cosa scrivere. Sta lì seduto davanti alla
tastiera del suo computer, e osserva il cursore che lampeggia come
aspettando di potersi muovere, ma ancora nessun tasto è premuto. A
volte avvicina le mani alla tastiera, e le varie lettere fremono,
aspettando di essere scritte, ma poi l'attesa risulta vana.

Eppure è un autore di successo, i suoi libri rimangono per mesi in
testa alle classifiche, e la critica lo loda molto. Tutti si
meravigliano poi di quanto sia veloce. È l'unico scrittore che riesce
a sfornare due o anche tre romanzi all'anno, e quasi sempre almeno
uno viene considerato un capolavoro, una pietra miliare della
letteratura mondiale. Eppure, se qualcuno oltre a te, lettore, lo
vedesse là, seduto, con la fronte corrugata dal pensare profondo, ed
in viso una smorfia irata, stare ore a cercare un'idea, uno spunto,
mentre il cursore ammicca nervosamente, ansioso, curioso anche lui di
sapere quali parole, quali storie interessanti scaturiranno dalla sua
corsa scattosa e veloce verso il margine opposto. E invece niente.

Batte i pugni sul tavolo, arrabbiato. Mette della musica, ma poi la
cambia una volta, due, cercando una melodia, un accordo, una frase
che possa ispirarlo. Niente.

Ti stai annoiando, vero? Ti pare interessante stare a vedere uno
scrittore che non riesce a spiccicare parola? Hai ragione, è proprio
penoso. Non sa di niente, ma forse se aspetti gli verrà
l'ispirazione. Anzi, prova a dargli un consiglio te, uno spunto. Che
ne dici?

Ti sembra una presa di giro? Ti sembra assurdo? Se così non fosse chi
credi che ti starebbe parlando? Non ti ricordi quel detto: semel in
annum licet insanire?

Dai, avvicinati a lui, così, e sussuragli qualche parola... una frase
misteriosa, che lo incuriosisca; che so... << inca >>: potrebbe scrivere
un romanzo fantastico basato su qualche misteriosa popolazione
scomparsa, oppure << distruzione >>: si sa che il bisogno aguzza
l'ingegno: magari gli viene in mente qualche saga epica sul futuro
prossimo venturo.

Ah, eccoti là, ti stai convincendo, vedo. Ma cosa gli stai dicendo?
<< Pianeti sperduti >>? Bello! L'esplorazione di mondi sconosciuti, nuove
razze aliene! Bella idea. Ora vediamo che dice.

Ha sentito, infatti ha subito spento la musica e si è messo a
scrivere. Guarda come sorride! Gli deve essere venuta in mente una
bella idea!

Leggiamo cos'ha scritto, dai, sono curioso!


Mirko era sempre stato affascinato dall'idea che altre razze
potessero abitare l'universo, ma non aveva mai creduto che un giorno
anche lui sarebbe potuto andare a esplorare nuovi e lontani pianeti.
Era il sogno di una vita. Anche i suoi genitori erano molto
orgogliosi di lui, di come avesse superato brillantemente gli esami
di ammissione, e di come fosse diventato uno dei più bravi piloti di
astronavi del pianeta. Suo padre lo aveva incoraggiato molto, e lo
aveva aiutato ad imparare. Conosceva molti bravi piloti, e nei fine-
settimana lo portava allo spazioporto e lo faceva volare con loro, e
così lui imparava tutto sui sistemi di volo, sugli strumenti, ecc...,
e in poco tempo se ne intendeva quasi quanto un pilota di linea.

Suo padre era un tipo molto professionale. Pensava che lo scopo
dell'uomo fosse scoprire, possedere, governare, vivere, dare e
proteggere la vita. In questa ottica faceva di tutto perché il figlio
potesse arrivare ad avere un ruolo importante almeno in uno di questi
scopi: scoprire. Non era tanto l'amore per il figlio che lo spingeva
ad incoraggiarlo e a fare di tutto perché diventasse uno dei migliori
piloti, quanto il suo orgoglio personale, il desiderio di poter dire:
<< se è arrivato fin là, è merito mio! >>. certo agli occhi del figlio
lui era un benefattore, lui credeva che lo amasse veramente, e non si
accorgeva di quanto in realtà fosse egoista e ipocrita...

Che c'è, lettore, non ti piace? Ti sembra banale? Noioso? Forse hai
ragione, non è un gran che. È un po' troppo realista, e non è
divertente. Scommetto che andrà avanti per un bel po' a parlare di
tutta la famiglia, si divertirà sadicamente a fare la storia del
padre, della madre, dei fratelli, nipoti, fino ai cugini di terzo
grado! Conosco il tipo, non mi è mai piaciuto veramente, ma
d'altronde è andata così... quando poi finirà con quegli inutili
pettegolezzipoi si metterà a descrivere gli ambienti, i macchinari,
in un modo minuzioso che dà ai nervi, e forse alla fine, dopo una
ventina di pagine, ci sarà un po' di azione, lascierà un po' di
spazio per la storia vera. No, proprio non è bello. Peccato.

Però non è giusto, il lettore sei tu, non credi di avere il diritto
di leggere un romanzo che sia come lo vorresti tu? O preferisci
leggere la storia pallosissima di un tizio pallosissimo?

No, non mi sembra il caso. Sarebbe stato meglio cominciare con un bel
combattimento spaziale, che ti porta subito dentro l'azione, o con
qualche descrizione di luoghi strani e suggestivi, mica così! Qui
urge un rimedio.

Un momento, guarda un po' là! Guarda bene lo schermo. La pagina è
completamente cambiata!!!

E poi, se noti bene, i tasti che l'autore preme non corrispondono
alle parole che vengono fuori nello schermo! Leggi un po'.


La spia luminosa segnalava l'uscita dal campo di curvatura di una
nave da guerra Romulana. La nave era occultata, e questo poteva
essere il momento buono per scoprire se il nuovo sistema di sensori
che era stato montato sul suo piccolo caccia funzionava o no. Per
primo alzò gli scudi, poi attivò i sensori. Eseguì delle manovre
evasive particolarmente difficili. Anche se non sapeva dov'era
l'astronave nemica era più conveniente muoversi che stare fermi. Un
raggio laser lo colpì di striscio, e Firk...

Firk??? Ma che razza di nome è "Firk"? Questa è contaminazione da
Star Trek! Ecco come finiscono queste povere piccole menti stando ore
davanti i miei cugini!

... avviò un programma che riuscì a calcolare il punto di provenienza
del laser. I sensori segnalavano una scia di ioni, il residuo dei
motoi a impulso. Senza aspettare un attimo di più diresse verso
quella zona i suoi faser e sparò una raffica. Era un gesto disperato,
aveva poche possibilità di colpire la nave, ma lo doveva a Giulia, al
comandante e a tutta la flotta stellare. Fortunatamente riuscì a
colpire il nemico. Il nuovo tipo di faser che rano stati montati
erano veramente più potenti, tanto che i romulani avevano dovuto
aumentare l'intensità degli scudi, disattivando il dispositivo di
occultamento. Ora li aveva in pugno.

Ma un messaggio luminoso lo informò del tipo di nave che aveva
colpito. Era un pattuglia a corto raggio, e la dimostrazione era la
flotta romulana che stava in quel momento uscendo dalla curvatura.
Tutt'intorno a lui comparivano una ad una le astronavi nemiche,
dieci, quindici, trenta... e infine l'ammiraglia. L'unica possibilità
che aveva era attivare la Rosa Della Morte. Così avrebbe esaurito
tutta l'energia, forse non ne sarebbe rimasta neanche per il supporto
vitale, ma non poteva evitarlo. Forse ciò che aveva imparato dal
maestro Yado, forse lo Sforzo...

Lo Sforzo! Ci mancava solo questo!

... lo avrebbe aiutato a vincere, a sopravvivere. Adesso la sua morte
valeva la vita di migliaia di uomini. Guardò la foto di Giulia,
attaccata al bordo dello schermo, le mandò un bacio, accennò un
sorriso, poi il suo viso fu di ghiaccio. Era l'ora degli eroi, era
l'ora di morire, era l'ora di essere eroi.


Che schifo! Ma che roba è? Un miscuglio di Star Trek, Guerre stellari
e Giochi stellari! Ma proprio non riesci ad essere originale? Se non
fossi costretto a rimanere qui e a servire questo scrittore fallito e
un lettore così poco fantasioso come te me ne andrei subito! Ma come
fai a sopportare queste banalità?

TACI!

Taci!? Taci a me? Ma io ti spedisco via Internet in un sito
Australiano, sai? Ti cancello il tuo conto in Svizzera! Ma chi ti
credi di essere? Sono io il computer! Sono io il futuro! Sono io il
cervellone, quello che fa miliardi di addizioni nel tempo che tu
batti gli occhi!

Taci, ho detto.

Ma io ti... Che fai? Che scrivi?


C'era una volta un lettore che andò in libreria e là comprò l'ultimo
libro di un autore famoso. Tornò a casa, si mise comodo e cominciò a
leggere, ma il libro non gli piacque, allora tornò in libreria e
comprò un altro libro, di un altro scrittore anche lui molto famoso,
che però era ancora più brutto del precedente, e ritornò dal libraio
a reclamare. << avrò diritto a leggere un buon libro, no? >> urlò, e il
venditore rispose: << se non le piacciono i libri che abbiamo qui ne
scriva uno lei! >> il lettore ci pensò un poco, e l'idea lo incuriosì,
allora tornò a casa, si mise davanti al computer e cominciò a
scrivere un romanzo che cominciava più o meno così:


*** era un ragazzo(l'autore non aveva ancora deciso il nome) che
passava tutto il suo tempo a disegnare, e per tutta la sua vita non
aveva avuto altra passione. Le donne non gli piacevano, ballare non
lo attirava, di film non ne guardava, non faceva altro che disegnare.
Lavorava per una rivista che lo pagava quel tanto che gli serviva per
mangiare qualcosa ogni tanto e per comprare matite e colori. Ma il
quadro (l'autore aveva deciso tutto a un tratto che *** soprattutto
dipingeva mentre i disegni li faceva solo per venderli. Questo però
lo avrebbe fatto capire solo dopo un po') su cui spendeva il maggior
tempo libero e la sua immaginazione era un 50(70 in cui mescolava
innumerevoli stili differenti che attingeva da tutte le epoche. Negli
ultimi tempi stava lavorando ad un angolino in cui aveva raffigurato
un tizio seduto ad un tavolo davanti ad un video ed un altro che
guardava sopra la sua spalla, e si immaginava che il computer potesse
parlare a quello che guardava (che in realtà era il lettore) egli
dicesse che lo scrittore non sapeva cosa scrivere, e diceva
all'incirca "L'autore è indeciso su cosa scrivere. Sta lì seduto,
davanti alla tastiera del suo computer, e osserva il cursore che
lampeggia come aspettando di potersi muovere, ma ancora nessun tasto
è premuto. A volte avvicina le mani alla tastiera, e le varie lettere
fremono, aspettando di essere scritte, ma poi l'attesa risulta
vana..." ma questa è un'altra storia, e non è neanche finita.

28 agosto 2006

Premessa

Innanzitutto dovrei spiegare perché mai avrei dovuto aggiungere a tutta la spazzatura di internet anche la mia. La risposta è semplice: internet è la grande pattumiera informatica del secolo XXI, ed io come tutti ho un po' di roba da buttare via.

Tuttavia mi sento di fare ai miei lettori alcune promesse, che con la coerenza che mi contraddistingue farò in modo di disattendere quanto prima e, possibilmente, nella maniera più eclatante possibile:

  • Prometto di essere sempre coerente
  • Prometto di essere sempre sincero
  • Prometto di non dire parolacce
  • Prometto di essere sempre gentile, comprensivo ed affabile con chi avrà l'avventura di postare dei commenti
  • Prometto di rispondere ad ogni mail privata
  • Prometto di mettere nel mio blog solo parole sensate e intelligenti
  • Prometto di essere politicamente corretto (o corrotto? Non ricordo mai la differenza tra le due...)
  • Prometto di mantenere sempre le mie promesse
  • Prometto di non promettere mai di mantenere promesse che non manterrò
  • Prometto di non essere prolisso né logorroico
  • Prometto di non fare elenchi puntati di più di dieci punti
  • Prometto di non stressare i miei lettori con i miei problemi personali
  • Prometto di non sbandierare ai quattro venti i problemi personali degli altri
Se siete arrivati qua avete soddisfatto abbastanza il mio narcisismo. Ora potete andare. :-)